home
rubrica di arte
rubrica su mondo e viaggi
rubrica sui libri
rubrica di musica
chi siamo
rubrica di fotografia
rubrica sui blog
rubrica di cinema e Tv
rubrica di attualità
associazione OLTRE i PORTICI
Rubrica di Chiara (Torino)
e Andrea (Bologna)
 
 
il JUKE BOX di Chiara
archivio articoli
 
Actung Baby
archivio articoli Album
 
IO C'ERO
archivio dei vostri concerti
 

 

Consigliaci un Album, raccontaci un concerto

 

Il "mio" Claudio
Crescendo e Cercando


di Margherita (Ancona)

"Ho cominciato ad apprezzare Claudio Baglioni nel 1990, quando mi fu regalato il doppio album Oltre per il mio 14esimo compleanno.
A quel tempo avevo in testa solo Questo piccolo grande amore, Sabato pomeriggio, Amore bello, La ragazza di campagna e altre sue canzoni d’amore, cantate su qualche accordo di chitarra in compagnia, ai campi-scuola dell’ACR.
Quando cominciai ad ascoltarlo assiduamente, non ero più una bambina ed ero ancora lontana dall’essere donna. Ero solo un’adolescente sognante, con l’ansioso ed informe desiderio di vivere intensamente la propria vita, di riempirla di ‘significati’, di spenderla senza avarizia in ogni situazione.
Non fu facile comprendere appieno il contenuto e il senso di quel doppio album, che progressivamente,dopo La vita è adesso e Strada facendo, rappresentava ancor più nettamente una sorta di taglio con il passato; per lo meno era questo quello che sentivo dire da persone più grandi di me, che lo avevano seguito, (continua dalla prima)ascoltato e cantato fino a quel momento. Cantautore dell’amore, ieri; cantautore della vita, oggi. Non era il Baglioni che avevo conosciuto fino ad allora. Eppure ne subivo profondamente il fascino, un fascino tutto intellettuale, che catturava la mia mente, ancor prima che l’udito. Erano senza dubbio i testi, le parole che mi rapivano e mi inducevano a riflettere, a pormi domande, e a cercare di darmi risposte.
Conservo tutt’ora questo spirito.
Mi piacciono i suoi testi, quello che scrive e come lo scrive: i giochi di parole che condensano concetti, l’equilibrio metrico, l’uso di certe figure retoriche che rendono indubbiamente le sue canzoni vibranti pagine di poesia.
Mi piace moltissimo questo Baglioni, quello dal 1990 in poi, il Baglioni maturo (anche fisicamente... è sempre affascinante, anche in ‘grigio’). Mi piace scoprire la sua evoluzione di uomo nei confronti della vita, in tutte le dimensioni: dall'amore verso una donna, a quello verso il figlio, dalla grande speranza a costruire un domani migliore al disincanto nei confronti del presente, o il dolore e la rabbia per un padre che non c'è più. Mi piace il fatto che entrino prepotentemente nelle sue canzoni le domande, i ragionamenti, i dubbi, le speranze, le incertezze dell’essere uomini; argomenti - forse - distanti eppure così vicini ad ogni persona, poco ‘commerciali’, come invece potrebbe essere la classica canzone d’amore da ‘dedica alla radio’.
Apprezzo di lui la consapevolezza di non essere un maestro di vita, di non avere verità in pugno, ma di essere un uomo come tanti, esposto al tempo e ai giorni come chiunque lo ascolti, perennemente in ‘viaggio’ alla ricerca di se stesso, di risposte alle mille domande che tutti si pongono, dalla notte dei tempi. Non riesco a non essere coinvolta dall’invito a vivere in pienezza la condizione umana, ad accettarne i nostri limiti, ad assecondare la necessità di dare più amore a se stessi per amare di più gli altri, a credere nella vita, nel domani, in sé stessi e nelle proprie possibilità, ad inseguire i propri sogni, a comprendere e perdonare il nostro essere fallibili. Ascolto le sue canzoni per ricordarmi che il mio essere al mondo è un passaggio, un viaggio continuo che mi porta da una meta all’altra, un percorso in solitaria ma insieme agli altri, che condividono la mia stessa condizione. E questo gigantesco conto alla rovescia forse ci lascia un po’ di amaro in bocca. Ma in fin dei conti, non è facendo a pugni con il destino ultimo di ogni essere vivente, che si guadagna un instante in più, ma accettando serenamente che la vita ‘è come un tram, in cui chi si vuol bene sale, viaggia e scende giù’.
Non è possibile non sottolineare le sue qualità di interprete e di musicista. La sua estensione vocale, dalle note più gravi a quelle più acute, il timbro caldo, così come certi passaggi puliti, netti ma pieni di voce e di suono, mi fanno venire i brividi. Ricordo, a questo proposito, il tour del 2001, Incanto: lui, un pianoforte, e un teatro (per me fu l’Arena Sferisterio di Macerata). Un concerto bellissimo, semplice e raffinato nello stesso tempo, un concerto lontano dai grandi ‘effetti speciali’ a cui i suoi fans sono abituati, un concerto privo del gioco di palchi ruotanti, del fitto movimento di luci, della presenza (a volte massiccia) di ballerini e figuranti, un concerto in cui lo stupore nello spettatore non è suscitato da tutto questo, ma dalla centralità della musica e della voce. Un concerto in cui io mi resi conto perfettamente che Claudio Baglioni è quello che è, non solo grazie al fatto di lavorare in team con grandi musicisti e con tutta la sua solita squadra di produzione.
E adesso questo nuovo doppio album live, lanciato dal singolo omonimo Crescendo e cercando, in cui viene ancora una volta ribadita l’urgenza della ricerca della ‘pace’ e della ‘felicità’. Pace che non può esistere se non è insita in ogni spirito, felicità che arriva unicamente se esce da noi stessi e coinvolge totalmente gli altri.

“e così crescendo e cercando
sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia
nel tempo della fantasia
crescendo e cercando
la via della felicità”

Non credo che analizzare la discografia di Claudio Baglioni possa esaurirsi così, in poche parole. Spero di essere riuscita a comunicare a chi leggerà queste righe parte delle mie sensazioni quando ascolto e faccio mia la sua musica… e perché no?, magari aver suscitato in qualcuno la curiosità di inserire un suo cd nel proprio lettore.

 

 
baglioni
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

“Le pagine della nostra vita” è un po’ giornale e un po’ diario, un incrocio di pensieri. Gli autori degli articoli che trovi in queste pagine sono ragazze e ragazzi come te. Una volta al mese esce un numero tutto nuovo, ispirato al tema proposto, mentre tra un numero e l'altro c’è sempre qualche novità... Per saperne di più, per iscriverti alla mailing list o per sfogliare i numeri vecchi, visita la redazione