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Natale in Spagna

Eccomi al quinto Natale in Spagna, in cui mi vedró, come ogni anno, impegnata ad unire la tradizone italiana con quella spagnola del mio fidanzato.

Il 6 dicembre segna l’inizio delle feste natalizie in Italia, con la celebrazione di San Nicoló. In Spagna, invece, questa festa non é conosciuta, ma si celebra il Día de la Costitución (Anniversario della Costituzione), con tanto di ponte, in cui gli spagnoli approfittano per farsi una breve vacanza. Tanto come San Nicoló, anche Santa Lucia é una sconosciuta.

In casa l’albero si prepara verso i primi di dicembre. Oltre a questo, famoso é anche il Belén (presepio). In Cataluña c’é la versione Napoletana delle statuine: i cagonet, ovvero i personaggi famosi rappresentati.... cagando. L’ironia Catalana non é ben capita dalla friulana che c’é in me. Da alcuni anni le terrazze e le finestre delle case vengono addobbate con enormi Babbi Natale appesi ad una corda, cosa che fa apparire Babbo Natale piú simile ad un ladro che ad un uomo che porta regali!

Le feste natalizie iniziano il 22 dicembre, giorno in cui chiudono le scuole e in cui c’è l’estrazione dei biglietti della Lotería Nazionale. Ogni buon spagnolo si premune di comprare vari biglietti (boletos o decimos), del valore di 20 euro ognuno, per tentare la fortuna. Questa tradizione si pratica dal 1763, iniziata sotto il regno di Carlos III. Il 22 dicembre, verso le 10 di mattina, tutta Spagna é incollata alla tv per ascoltare i bambini della scuola di San Indefonso, di Madrid, che cantano i numeri estratti. Di seguito il telegiornale delle 15 ci fa partecipi della gioia di coloro che hanno vinto e di coloro che, immancabilmente, perdono il biglietto e si disperano. Quest’anno anche io ho scelto di tentare la fortuna, visto che la lotteria sembra essere l’unica maniera per fronteggiare la tremenda crisi che sta attraversando questo paese!

Come in tutto il mondo cristiano, anche in Spagna c’è il tradizionale cenone familiare della vigilia di Natale, la Nochebuena, seguito dalla messa di mezzanotte, la Misa del Gallo (Messa del Gallo), chiamata cosí perché il gallo é il primo animale che annuncia la nascita di Gesú. I piatti tipici, a seconda delle regioni, sono il cochinillo (maialino), il cordero (agnello), o il classico tacchino, oltre al pesce, che in questo periodo aumenta terribilmente di prezzo! I dolci sono il pezzo forte del Natale spagnolo, almeno per me, data la gran varietá: polvorones e mantecados (dolci fatti con burro e pasta di mandorle, di differenti sapori, altamente calorici, ma buonissimi), marzapanes e turrones. I turrones si possono trovare di differenti qualitá. Quello classico duro, che mangiamo anche in Italia, e quello morbido di color marrone, entrambi tipici di Jijona. Ci sono poi i turrones di cioccolato, con molte varianti: con frutti secchi, frutta, liquore...Non só perché li chiamini turrones visto che son delle tavolette enormi di cioccolato.

Il 25 dicembre é Natale, e si aprono i regali portati da Babbo Natale, qui conosciuto come Papa Noel. Peró é una festa che non ha l’ importanza che ha per noi, visto che i veri regali arrivano il 6 gennaio, il giorno de los Reyes Magos, i Re Magi. Dovendo abituarmi a questi costumi, succede che in casa devo festeggiare le due tradizioni, cosí che arrivano regali da Babbo Natale e da los Reyes. Le mie tasche non fanno i salti dalla gioia, ma alla fine non é poi cosí male barattare il classico carbone della Befana, che qui in Spagna non é conosciuta, con i regali dei Re Magi!

Il 26 dicembre, Santo Stefano, non viene celebrato in Spagna. Cosí che al lavoro ci si deve presentare, se non si hanno ferie, e a poco vale che tu dica al tuo capo che nel tuo paese questa é una giornata di festa. Ti fará gli auguri, ma non si preoccuperá di lasciarti a casa.

Il 28 dicembre é una giornata festiva, é il Día de los Santos Inocentes (Giornata dei Santi Innocenti). Questa festa ha origine in un evento sanguinoso, quella del massacro dei bambini decretato da Erodoto, in Giudea. É peró tradizione fare scherzi agli amici ed ai familiari, o tirare le uova alla gente, come da noi il 1º d’aprile, che qui, naturalmente, non é conosciuto con lo stesso significato.

Il 31 dicembre é celebrato, come in tutto il mondo, con cenoni, feste e balli. Spagna ha una tradizione tutta sua per la mezzanotte. Tutti i canali della tv si sintonizzano su Madrid, che trasmette dalla Puerta del Sol, la famosa piazza con l’orologio a cui tutti gli spagnoli guardano per celebrare l’anno nuovo. Questa é la notte della Campanadas: quando scocca la mezzanotte, le campane suonano 12 volte (los cuartos), e ogni spagnolo mangia 12 chicchi d’uva, uno per ogni colpo di campana. Secondo questa tradizione, chi mangia questi chicchi avrá 12 mesi di prosperitá durante il nuovo anno. E non é certo facile mangiare 12 chicchi d’uva in pochi secondi! Cosí che io mi ritrovo a mangiare i chicchi e poi preoccuparmi di dare il primo bacio ad un uomo, secondo la nostra tradizione in cui il primo bacio del nuovo anno lo si da ad una persona del sesso opposto. Niente baci sotto il vischio, é una tradizione poco conosciuta. Ma posso assicurare che i chicchi d’uva non danno poi molta fortuna, cosí che quest’anno, dopo 4 Nocheviejas passate a mangiarli, penso di tornare alle origini e festeggiare la mezzanotte con un brindisi di spumante! La festa poi continua fino alla mattina sucessiva, per poi far colazione con il classico chocolate e curros (cioccolata calda e una pastella fritta).

Il 5 gennaio i bambini aspettano la Cabalcada de los Reyes Magos (Cavalcata/Sfilata dei Re Magi), che li aspettano per fare le loro richieste sui regali che vogliono ricevere. La sera, prima di andar a dormire, i bambini lasciano le proprie scarpe in un luogo ben visibile della casa, o nella terrazza, e preparano latte e biscotti per i cammelli e una bevanda alcolica (anis o cognac) per i Re, per aiutarli a riscaldarsi durante la fredda notte. La mattina del 6 gennaio aprono i doni portati dai Re Magi. Il dolce tipico di questa giornata é il Roscón de los Reyes, una massa dolce, rotonda, che nasconde delle sorprese: se si trova la statuina del Re Mago si viene incoronati re/regina della casa con la corona dorata di cartone che viene con il Roscón. Se invece si trova un fagiolo rosso bisogna pagare il prezzo del Roscón.

Cosí che tra lotteria, panettoni spediti dall’Italia, dolci Spagnoli da smaltire nella dieta di gennaio, regali di Babbo Natale e Reyes Magos, chicchi d’uva e baci, telefonate di auguri alla famiglia lontana, finisce un’altro Natale: unire due tradizioni non é per niente semplice!

Nell’attesa di questa “fatica”, auguro a tutti un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo!

Deseo a todos una Feliz Navidad y un Próspero Año Nuevo.

 

Selena (Nerja)

 


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