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Salutavo la vita

 

Un passo indietro? Non ne son sicura, forse, dipende dai punti di vista. Ma quando decidi di lasciare tutto e ricominciare da zero, in fin dei conti é un passo indietro, o no? Ecco, io quel passo indietro l’ho fatto tante volte ormai. E non ne son pentita. O meglio, magari avrei voluto cambiare certe cose, magari le avrei fatte meglio, peró non mi pento.
Un passo indietro nel 2004, quando ho fatto la valigia per partire. Non era la prima volta, solo che era la definitiva. E lo sapevo, sai, che quella mattina all’aereoporto di Milano, io non solo salutavo mia madre e i miei amici, io salutavo la vita che avevo fino a quel momento. Salutavo le sicurezze, la stabilitá, la quotidianeitá. Lo sapevo perfettamente che niente sarebbe stato come prima, perché quando hai sempre desiderato partire e buttarti nell’avventura, é difficile poi tornare alla vita di prima. Anche perché quella vita non c’é piú, non esiste, tutto cambia.
E allora ecco quel passo indietro, quella mattina di fine marzo, quando con la mia valigia mi son detta che potevo farcela, potevo ricominciare, e in fin dei conti era quello che volevo. Non é stato facile il mio passo indietro, peró ho vissuto come volevo. Certo, se fossi rimasta in Italia magari ora avrei un lavoro serio, magari avrei un mutuo da pagare per il miniappartamento che mi sarei comprata, visto che di piú non avrei potuto permettermi, magari avrei visto la Spagna solo una volta all’anno durante le ferie. Peró a me questo non bastava. Io non son mai stata quella specie di persona che segue gli schemi, faccio parte del gruppo degli incompresi, di coloro che lasciano la via sicura per quella incerta.

Playa Balcòn de Europa


Quella mattina mi guardavo intorno, forse immaginavo che non sarebbe stato semplice, che in fin dei conti emigrare, o espatriare, come oggi si dice, non é da tutti, ma ci volevo provare. E allora ecco che cerchi un posto che ti possa piacere, ti rimbocchi le maniche, accetti lavori malpagati e con troppe ore extra da fare, vivi in un appartamento minuscolo, o in condivisione, con oggetti di cui non conosci l’uso, e cerchi di adattarti a ció che ti circonda. Sembra facile, i primi mesi. Ma poi quei mesi diventano anni, e magari pensi che potresti tornare indietro, che forse non ne vale la pena. Perché a tutti coloro che scelgono questa strada vengono i dubbi. Ti svegli una mattina e ti chiedi “Ma che ci faccio io qui?”. Certo, che ci faccio io in Spagna, che sto facendo? Eppure son passati piú di 4 anni, e ancora me lo chiedo. E quando parlo con la gente che ha vissuto la mia stessa esperienza, capisco che non son l’unica a pensarla cosí. Capisco che a tutti prende la nostalgia di ció che si é lasciato, ma che non siamo capaci di tornare indietro. Giá, indietro non si puó tornare, perché il passo indietro non vuol dire tornare sui tuoi passi, vuol solo dire un cambio, un’altro cambio da fare.
Un passo indietro, per me, é magari lasciare un lavoro sicuro per un’altra avventura, perché io non ne ho mai abbastanza. É che mi stanco, ma non per noia. É che la voglia di conoscere é troppa. Perché sempre mi chiedo “Chissá come sarebbe vivere in quel posto”, e magari me lo penso anche un pó, ma poi ci vado. Rifaccio i bagagli, che ormai non son solo una valiga, ormai riempiono una macchina intera, e parto. Io son fatta cosí, non é semplice. Non lo é per vari motivi. Perché per vivere questa vita non puoi voler la stabilitá, se hai voglia di stabilitá te ne stai a casa. Io ancora non penso a “un futuro e per sempre”, io penso all’oggi e magari a quel che faró fra un mese. Non ho piú piani, né progetti. E non é male vivere in questa maniera. Prima invece programmavo tutto, sapevo perfettamente le mosse da fare, come in un gioco degli scacchi. Ora no, le regole le decido io.
Eppure ci son persone che mi criticano, che mi chiedono “Ma come fai?”. Forse io non vivo, solo sopravvivo, come dico loro, e lo dico per scherzare.
Ma poi ci son quelli che sbottano un “Come t’invidio!”. Ed io mi chiedo “Perché, cosa m’invidiate?”. “La libertá!”. La libertá? Ma siamo tutti liberi di vivere come vogliamo, di prendere decisioni, di sbagliare. Eppure sembra che non sia possibile. E quando una persona, con un lavoro importante, che guadagna 4000 euro al mese, mi dice che la carriera non é tutto e che invidia la mia libertá, io non so se crederci...Invidi il fatto che ho lavori precari, che la mia laurea non la posso utilizzare, che mi devo adattare a far lavori malpagati? No, lui invidia il fatto che io posso scegliere. Ma é semplice sai, tutti lo possiamo fare, peró magari tu non riesci a rinunciare ai tuoi guadagni pur di essere libero. C’è da metterlo in conto: libertá non vuol dire ricchezza. O meglio, non ricchezza monetaria.
La libertá vuol dire arricchirsi di nuove esperienze, vivere alla giornata, svegliarsi la mattina chiedendosi “che ci faccio io qui”, ma sapendo che lo abbiamo scelto noi.
E allora il passo indietro l’ho dato, ho scelto una vita semplice. Mi son detta che la carriera non era tutto nella vita, che magari non sarei mai stata felice. Ho seguito il mio istinto e il cuore, perché anche quello ci ha messo lo zampino. Ho scelto di sbagliare, di fare un passo indietro, ma di non pentirmi mai delle mie scelte. E cosí continueró, perché di passi indietro ne ho ancora molti da fare.  

 

Selena (Nerja)

 


“Le pagine della nostra vita” è un po’ giornale e un po’ diario, un incrocio di pensieri. Gli autori degli articoli che trovi in queste pagine sono ragazze e ragazzi come te. Una volta al mese esce un numero tutto nuovo, ispirato al tema proposto, mentre tra un numero e l'altro c’è sempre qualche novità...
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